Superbonus 110%: istruzioni per l’uso

Chi può beneficiare del superbonus 110%?

  • Condomini;
  • Persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari (max2);
  • Istituti Autonomi Case Popolari (IACP) comunque denominati ed enti/società assimilati di “in houseproviding”;
  • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
  • ONLUS, ODV e APS iscritte nei relativi registri;
  • Associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nell’apposito registro, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

 
Gli enti ecclesiastici possono usufruire del superbonus 110%?
Gli enti ecclesiastici direttamente non possono beneficiare del superbonus 110%. Tuttavia, se hanno dato in locazione o in comodato fabbricati di loro proprietà a terzi soggetti compresi tra i beneficiari (persone fisiche, onlus, associazioni sportive dilettantistiche – limitatamente agli immobili destinati a spogliatoi), gli stessi soggetti comodatari o locatari possono usufruire del superbonus qualora sostengano le spese meritevoli di agevolazione.

Beneficiano del bonus anche gli edifici che sono dati in locazione con contratti di affitto transitori?
La norma indica i soggetti beneficiari, indipendentemente dall’uso che viene fatto dell’immobile. Ossia il beneficio spetta a tutti coloro che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile sul quale sono stati eseguiti gli interventi. Rientrano quindi tra questi:

  • Proprietari;
  • Nudi proprietari;
  • Titolari di altri diritti reali di godimento quali usufrutto, uso, abitazione e superficie;
  • Detentori in base a contratto di locazione o comodato (a condizione che i lavori siano stati eseguiti con il consenso del proprietario);
  • Familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile;
  • Conviventi di fatto.

Gli immobili sui quali sono effettuati i lavori devono essere ubicati nelle zone classificate come zone A o B o in zone ad esse assimilabili:

  • Zona A: ricomprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, incluse le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi.
  • Zona B: include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq.

Sono quindi esclusi tutti gli interventi che vengono effettuati nelle zone C, D, E e F.